Una serata da dimenticare: l’incubo di Reggio Emilia nel giorno dell’epifania

Fino al giorno prima di Sassuolo-Fiorentina c’erano tutti i presupposti per sognare in grande. I numeri dei tifosi viola al seguito della squadra a Reggio Emilia sono stati altissimi: oltre 5000. Forse, di recente, l’unica volta in cui eravamo veramente tanti in trasferta fu a Cremona per l’andata delle semifinali di Coppa Italia. Prima del match contro il Sassuolo venivamo da 4 vittorie consecutive (tutte per 1-0/0-1), e ciò ci aveva portati al quarto posto in classifica, da soli. Nell’aria romagnola, sinceramente, respiravo quell’odore di fregatura. E infatti così è stato, sotto tutti i punti di vista. Condizioni meteorologiche pessime, ha piovuto per tutti i 97 minuti e passa, anche nel pre partita e nel post. Come ben sappiamo, il Mapei Stadium, nonostante sia un bel impianto, ha le curve prive di coperture. Dunque, se dovesse piovere, com’è successo, ti becchi l’acqua. Ma sinceramente questo è il male minore. Non è stata la prima volta in cui mi sono infradiciato nel vedere la Fiorentina, ciò che conta rimane, e rimarrà sempre, il campo, solo che a questo giro, tutto è andato storto anche lì. Esterni offensivi contati, difficoltà enorme nel fare gol ad una difesa che prendeva almeno una rete da 26 partite consecutive e il miglior giocatore della squadra (insieme a Nico Gonzalez) che sbaglia un calcio di rigore; peccato Jack, ma niente è perso. Senza considerare, inoltre, la rete annullata al Chino, ormai diventato, in coppia con Ranieri, il bomber di questa squadra.

E dopo aver preso gol da Pinamonti possiamo tornare a Firenze sconfitti, ma non del tutto. Il motivo? A prescindere dalla gara di Reggio Emilia chiudiamo il girone d’andata al quarto posto in solitaria! 

Un sogno, che spero non venga interrotto per nessun motivo al mondo.

Adesso ci si asciuga e si riparte più forti che mai, sempre al fianco della nostra grande Fiorentina.

 

P.S
Berardi, nonostante tu sia oggettivamente un grande giocatore, a Firenze non ti voglio. Sempre per terra, un soggetto odioso, ovviamente calcisticamente parlando, ci mancherebbe altro.