Dormire in aeroporto, Budapest e Conference League: che bel viaggio!
Aspettavo questo viaggio da mesi. Dopo Genk e dopo aver saltato Leskovac, per ovvi motivi di mobilità, attendevo con molta gioia Budapest, l’ultima tappa prima della fine del girone di Conference League. Aereo fissato per le 8:30 di giovedì 14 dicembre da Bergamo. Avendo un po’ il timore di svegliarmi nel mezzo della notte e percorrere tutti quei chilometri in direzione Lombardia, ho deciso, insieme ai miei amici, di partire la sera, sul tardi, di mercoledì e “dormire” in aeroporto. “Dormire” tra virgolette perché è stato un vero e proprio inferno riuscire a chiudere gli occhi, anche per pochi minuti.
Quindi, dopo aver dormito sì e no 1 ora durante la notte, prendiamo il volo (in orario) e atterriamo a Budapest. Il tempo di posare le cose in hotel ed è già subito clima partita: pranzo al volo, metro fino al punto di ritrovo e viaggio (interminabile) verso lo stadio. In quest’ultimo, stranamente, nessuna scorta vera e propria, nessuna strada libera; tutti imbottigliati nel traffico. Dopo un bel po’, arrivati nello spiazzo in cui distribuivano i biglietti, è successa l’apoteosi durante il pre filtraggio, con gli steward che hanno trattato me e tantissimi altri tifosi viola come animali.
Passando alla partita, come ben sapete tutti, ha lasciato l’amaro in bocca. E non per il risultato, anzi; il pareggio è stato perfetto per il primo posto nel girone e il conseguente passaggio diretto agli ottavi di finale. Bensì, l’amore in bocca è dovuto dall’infortunio di Nico Gonzalez: la stella della nostra squadra out per oltre un mese. Una pessima notizia, veramente pessima.
Archiviata la sfida il giorno seguente, prima di far rientro a casa, mi sono goduto Budapest; una città veramente stupenda.
P.s
Se non fossimo passati per primi il mio giudizio sulla città, molto probabilmente, sarebbe assai diverso :).





